In questi ultimi giorni è stato approvato dal Parlamento tunisino la legge contro la violenza e i maltrattamenti sulle donne e per la parità di genere.
Il documento, approvato all’unanimità, consta di 43 articoli divisi in 5 capitoli e dovrebbe garantire una maggiore tutela delle donne assicurando l’uguaglianza tra i sessi. Si tratta di un voto storico per il mondo arabo che pone la Tunisia in linea con i Paesi occidentali

LA DONNA IN ITALIA

Sarà forse l’occasione per smontare le parole islamofobe non solo della parte più xenofoba della popolazione italiana ma anche di una parte dei cosiddetti “liberali”, che fanno del Cristianesimo ed i suoi valori il loro cavallo di battaglia.
Non voglio dire con questo che nei Paesi a maggioranza musulmana la donna non sia considerata inferiore all’uomo, ma che anche in molte nazioni occidentali sulla carta più progredite l’effettiva parità di genere non è ancora stata raggiunta, come ad esempio l’Italia; non è possibile considerare progredito un Paese in cui una donna ogni due giorni viene uccisa le mura domestiche dal convivente, dove le donne hanno mediamente stipendi più bassi degli uomini. Il Presidente del Consiglio o della Repubblica è mai stato una donna?

Mi fanno semplicemente sorridere le parole del segretario della Lega Nord Matteo Salvini a un comizio di pochi anni fa, dove impugnava le armi contro coloro ( riferendosi ai musulmani) che considerano la donna anche solo “un poco” inferiore all’uomo. Discorso sicuramente sensato ma che ritengo applicabile anche alla nostra nazione, anziché sprecare energie scagliandosi contro l’Islam in particolare.

Chi invece sta conducendo una crociata contro la religione musulmana sulla condizione delle donne, deve sapere che l’Italia è uno degli ultimi Paesi europei per quanto riguarda l’effettiva parità fra i sessi. C’è chi tira in ballo qualche passo del Corano o alcune frasi di Maometto (magari postata su qualche social network) per dimostrare che in Iran la donna non ha gli stessi diritti del’uomo, mentre in casa nostra la situazione non è certo idilliaca

TRA PASSATO E PRESENTE

Sicuramente qualcuno replicherà che in Italia la situazione non è così tragica, allora come è possibile che fino agli anni ‘70 esisteva il “Delitto d’Onore”?
Penso si tratti di un discorso di cultura: da un lato ci sono Paesi come quelli scandinavi dove i diritti sono effettivamente rispettati mentre in altri non lo sono ancora, e noi rientriamo in questi ultimi.

Un particolare interessante da notare è come la cultura italiana sia basata sul Cristianesimo, ma che tuttavia sembra non discostarsi molto dalla cultura di alcuni Paesi arabi basati sulla religione musulmana (fino ai primi del ‘900 le donne in Europa non avevano il diritto di voto ad esempio).

Tutto ciò per affermare chi i diritti, in particolare della donna, devono essere rispettati in qualsiasi luogo senza distinzione in base alla religione, in quanto abbiamo appena dimostrato che in fin dei conti anche il Cristianesimo ha soffocato per secoli la possibilità delle donne di potersi emancipare.