di Nicksharingram – Buongiorno cari lettori. Come pochi di voi sapranno oggi 17 Maggio, come ogni anno, si celebra la giornata mondiale delle telecomunicazioni. Ma cosa si intende con telecomunicazioni e perché ad esse è dedicata addirittura una giornata celebrativa? Credo sia opportuno spiegarvelo con una breve descrizione della loro storia.

La data 17 Maggio non viene scelta a caso, bensì coincide con la firma della prima convenzione telegrafica internazionale avvenuta nel 1865, che regolava una delle prime forme di comunicazione veloce, e con la fondazione dell’Unione internazionale delle telecomunicazioni. Il suo obbiettivo è quello di ricordare e salvaguardare l’importanza di internet e delle tecnologie di comunicazione nella nostra società, evidenziando la necessità di colmare le differenze in termini digitali che esistono tuttora fra i vari paesi. Tutto ciò perché l’informazione è uno strumento molto potente, forse il più potente, il cosiddetto “quarto potere”, tradizionalmente attribuito alla stampa, ma che in una società tecnologica come la nostra, bisogna allargarlo ai social media e alla libera informazione di internet. Inoltre “quarto potere” è il titolo di un capolavoro del cinema (in lingua originale Citizen Kane), diretto da Orson Welles, che vi consiglio caldamente di guardare. “Sapere è potere” come disse un certo Hobbes.

Ma non divaghiamo. Come sottolineato da questa giornata, oggigiorno quasi ogni aspetto della nostra vita è legato alle telecomunicazioni, e più in particolare a internet, soprattutto per quanto riguarda noi giovani. Chi non ha provato quel senso di isolamento e vuoto interiore, sintomo di una connessione internet assente? Ormai la nostra vita è legata indissolubilmente al mondo dei social, da cui provengono la maggior parte degli stimoli a cui siamo sottoposti quotidianamente: è ciò, indubbiamente, non è un fatto negativo, basta avere il buon senso di limitarne l’uso e capire la differenza tra “social network” e “vita sociale”.

Poste queste premesse una domanda sorge spontanea: perché non introdurre le telecomunicazioni e i suoi benefici a scuola? È indubbio che l’attenzione degli studenti è in forte calo e ciò è comprensibile se confrontiamo i deboli stimoli di una classica lezione basata su libri, quaderni e noiose spiegazioni, con i contenuti accattivanti di internet creati appositamente per attirare l’attenzione: si tratta di una gara persa in partenza. E sebbene vi siano stati molti movimenti innovatori in tal senso in Italia e più in particolare nella nostra scuola, c’è ancora molto da lavorare. Ad esempio l’uso delle L.I.M. resta molto limitato, da una parte perché il programma scolastico non è adatto ad integrare la tecnologia e lezioni più interattive, dall’altro perché gli stessi professori spesso non hanno dimestichezza con tali “aggeggi elettronici”.

Ve lo immaginate andare a scuola con uno zaino semi vuoto o addirittura senza, con soli computer e tablet? È forse un sogno, un’utopia? No, io direi che si tratta di un futuro molto probabile, che sicuramente non vedremo in prima persona al Liceo, ma forse potrà assistere al miracolo chi andrà all’università, le quali utilizzano già modalità didattiche più avanzate. Ma, come si dice, non è mai troppo tardi e quindi perché non far partire il movimento d’innovazione dal nostro bellissimo liceo Da Vigo – Nicoloso? Sì, mi rivolgo a voi studenti della nostra scuola: parlatene con i vostri professori, e perché no, provate delle lezioni più interattive.

“Ogni lungo viaggio iniziano con un primo passo”.
Vi lascio con questa citazione, cari lettori, il prossimo appuntamento #tbt è il prossimo giovedì, come ogni settimana la vostra dose di curiosità!