Di Alberto Zali

– Anche questo secondo ciclo di Sharing.School è ormai agli sgoccioli. Fra poco più di una settimana si disputerà la tanto agognata finale e cinque concorrenti avranno l’occasione di contendersi il primo posto e la gloria della vittoria.

Al termine di questa esperienza, ci rimane un cumulo di emozioni e dolci ricordi su cui riflettere.

FRA UN ANNO E L’ALTRO, COME SI È EVOLUTO SHARING

Notevoli sono stati i cambiamenti di cui è stato protagonista Sharing.School. A parlarcene è la “vecchia guardia” di Sharing, coloro che hanno seguito il progetto fin dalla sua nascita e che, durante questo nostro viaggio, sono stati un po’ le nostre guide.

Non vi nasconderemo che vi sono state più critiche che giudizi positivi. Dopo il grande successo registrato da Sharing durante la prima annata, in molti hanno deciso di aderire a questo progetto. Così nell’ottobre del 2016 eravamo più di ottanta ragazzi ad esserci riuniti presso la palestra del liceo Da Vigo per assistere all’apertura di Sharing2. In settanta abbiamo poi presentato la domanda di iscrizione. E pensare che l’anno scorso i concorrenti erano solo venticinque!

Inutile nascondere che ne abbia risentito un poco il rapporto fra noi ragazzi. Se l’anno scorso era stato più facile creare un clima non solo di redazione ma anche di amicizia, quest’anno non siamo riusciti a replicare la stessa situazione, complice la disorganizzazione dovuta all’aumento inaspettato dei partecipanti.

Nondimeno, non mancano gli aspetti positivi! Per quanto riguarda infatti la competizione vera e propria, il fatto che non fosse più contemplato il fattore eliminazione ha contribuito invece a mantenere un buon rapporto di coesione. Ad un mese dalla finale ancora trenta di noi avevano la possibilità di lottare per salire sul podio. La competizione non ha privilegiato tanto l’abilità del singolo, quanto più le sue capacità di team-work. Insomma, in fin dei conti, nonostante le critiche, si può dire che quest’anno sia stato più costruttivo sotto molti punti di vista.

SHARING: COLTIVARE UNA PASSIONE E METTERSI IN GIOCO

Sharing è stato un trampolino di lancio per noi che ci interessiamo a ciò che accade ogni giorno, che amiamo scrivere o anche più semplicemente ascoltare gli altri. Ci ha aiutato a coltivare una passione che un domani, chissà, potrà diventare la professione di qualcuno di noi.

Quello che più ci ha coinvolto è stato forse il talent, la gara di Sharing che è riuscita a far riaffiorare in noi un annichilito spirito competitivo. Spesso, per paura di sbagliare e di fare brutta figura, noi giovani siamo poco incentivati a metterci in gioco. Sharing ci aiuta a fare proprio questo. Ognuno ha la possibilità di esprimere sé stesso senza la paura di essere giudicato. Possiamo sbagliare, dobbiamo imparare a sbagliare, perché è solo dall’errore che riusciamo a migliorarci.

SCOPRIRE GLI ALTRI E SÉ STESSI ATTRAVERSO LA SCRITTURA

Molti di noi, a causa della maturità, con un po’ di rammarico dopo quest’estate dovranno salutare Sharing. Questo non sarà però un addio, perché – ci hanno confessato – porteranno ovunque con sé quanto hanno imparato durante questi mesi. Attraverso Sharing abbiamo avuto l’opportunità di riscoprire noi stessi, abbiamo imparato ad ascoltarci e a mettere nero su bianco i nostri pensieri, le nostre necessità. Abbiamo fatto conoscenza con persone straordinarie, perché la scrittura ha un modo particolare e tutto suo di creare amicizie sincere.

E alla domanda: “Cosa resterà di Sharing?” rispondiamo che sicuramente perdureranno alcuni importanti legami. Non a caso, Sharing significa condividere e creare appunto dei legami.

UNA FINESTRA SUL MONDO

Sharing è stato per noi una finestra da cui osservare il mondo da una singolare prospettiva. Forse, in un’epoca in cui tendiamo a dare tutto per scontato, in cui tutto scorre troppo in fretta, il fatto che ci siano così tanti ragazzi disposti a fermarsi un attimo per riflettere e per condividere i propri pensieri è veramente un qualcosa di straordinario. E, forse, siamo riusciti a far ricredere qualcuno sulla nostra tanto bistrattata e biasimata generazione!