Di Alberto Zali

– Sabato 8 settembre. Le strade di Recco sono fiumi di persone, le bancarelle diventano focolai attorno a cui riunirsi per gioire di questi ultimi momenti d’estate. Lo spettacolo pirotecnico delle 23 è mozzafiato. Quello della mezzanotte, invece, infonde una sottile nostalgia. Sono gli ultimi fuochi. L’autunno sta arrivando.

Nostalgia delle giornate al mare a nuotare, ridere e scherzare, nostalgia del sole che per tre mesi ci ha dato l’illusione di non essere pallidi come norvegesi. Perché adesso cosa ci rimane di quelle giornate? Le braccia tornano a poco a poco bianche, nel giro di due mesi l’abbronzatura sarà solo un ricordo. Un ricordo che rimpiangeremo. Fosse solo questo… no, adesso ritornano gli impegni: lo sport, la scuola, il lavoro. E c’è chi quest’anno, come me, ha la maturità e con rassegnazione si prepara a dire addio alla vita sociale. Così precipitiamo nel vortice di impegni che l’autunno porta con sé già stanchi, esausti da 3 mesi di riposo.

Che seccatura. Davvero la ripartenza non può essere un po’ meno faticosa? Del resto, si sa, iniziare bene vuol dire essere già a metà dell’opera. Per questo ho deciso di fare un tentativo quest’anno: non voglio precipitare nell’autunno, ma precipitarmici. Perché subire qualcosa quando lo si può vivere a pieno? Secondo me è proprio questa attitudine a vedere la vita come un qualcosa che ci accade, che subiamo, a fregarci. Certo, ci sono le situazioni no, i momenti in cui siamo tentati di mandare tutto e tutti a quel paese. Ma oltre quei momenti ci siamo noi. Partire con la convinzione che tutto sia dipeso dagli altri o da qualche sfortunata sorte ci priva di ogni risorsa. Allora, sottratti delle energie di cui avremmo bisogno, davvero siamo incapaci di imporci sulla vita, di viverla attivamente.

L’estate è finita. E allora? L’inverno non è tanto peggio. A voi non mancano le cioccolate calde e le serate al bar per ripararsi dal freddo? L’estate è un po’ un fuoco d’artificio. Ci regala momenti indimenticabili, ci riempie i giorni con nuove esperienze. E quando arrivano i fuochi delle mezzanotte, non è il momento per piangerci addosso. Sono gli ultimi, i più belli, quelli da vivere come se fossero gli ultimi, senza ripensamenti o rimpianti. Oltre quei fuochi, oltre l’estate ci siamo noi. Basta solo avere il coraggio di rimanere noi stessi anche d’autunno, e forse, davvero, qualcosa inizierà a sorriderci.

PS: l’estate anche quest’anno porterà via con sé due cose molto spiacevoli: le zanzare e le canzoni di Alvaro Soler. Non temete, non tutto il male viene per nuocere.