di Alberto Zali
– Ieri sera Adpsm2013 Rapallo e l’A.s.d. Volley Sestri Levante si sono sfidate a Rapallo presso il palazzetto di Casa della Gioventù. In palio l’accesso alla prima divisione.
In occasione della partita, abbiamo avuto modo di intervistare Claudia Demontis, del Rapallo!

   – Claudia, un parere sulla partita di ieri sera?
Sfortunatamente abbiamo perso al quinto set, nonostante fossimo in vantaggio di 2 set a 0. Non è stata una bella serata. Le squadre del girone dei playoff sono più forti di quelle del girone normale, ovviamente. Quindi personalmente avevo aspettative abbastanza realistiche, però la speranza di fare qualcosa di buono c’è sempre. Ieri sarebbe dovuta essere una partita vinta, quella di mercoledì scorso pure.
  – Un po’ delusa quindi. Ma innamorata della pallavolo. È così?
Nella mia vita, lo sport mi ha sempre dato ed insegnato tanto. Ho iniziato con la pallavolo tardi rispetto alla maggioranza [ndr: pratica pallavolo da 4 anni], e forse questo può essere stato un limite all’inizio. In più venivo da 4 anni di Atletica, non è stato facile. Eppure, nessun altro sport mi ha mai regalato tanti ricordi, belli e brutti che siano.
  – Qual è il regalo più bello che ti ha fatto la pallavolo?
La palestra è diventata la mia casa, i miei amici più cari li ho conosciuti proprio agli allenamenti e sono la mia famiglia. Quindi direi che per primo, questo sport mi ha regalato nuove amicizie incredibili. Secondo, mi ha dato l’opportunità di tirare fuori il mio carattere, la grinta, la voglia di mettersi in gioco, di non arrendersi e di non dare nulla per scontato; a Pallavolo si gioca pallone per pallone ed ognuno ha letteralmente nelle sue mani la responsabilità di quel punto, non esistono ruoli più importanti, tutti sono essenziali!
  – Vedi la pallavolo nel tuo futuro?
Per quanto possa essere forte la mia passione per questo sport, so che nel mio futuro non ci sarà la pallavolo, non a livello professionale almeno, ma non smetterò mai di giocarci: è proprio questo il bello del mio sport, che ci si può giocare ovunque e con chiunque, un po’ come il calcio ma meno sessista.
  – Cosa diresti a tutti i ragazzi che vogliono iniziare pallavolo?
Io davvero augurerei a tutti di cominciare pallavolo, per quanto in Italia qualsiasi sport sia offuscato dal monopolio del calcio. Suggerisco di iniziare da giovani in maniera che si possa affrontare un percorso omogeneo senza troppe lacune tecniche.
  – Sport e scuola. È possibile?
Conciliare sport e scuola è molto difficile. Passo quasi tutte le sere in palestra agli allenamenti e nei weekend spesso ho partite o vado a supportare i miei amici, nonostante ciò, mai oserei definire la pallavolo come un peso o qualcosa che mi priva: si tratta solo di organizzazione e passione. Senza i miei allenamenti ed i miei amici, la mia vita sarebbe decisamente peggiore e non riuscirei a scaricare lo stress che la scuola provoca in noi.
Un grazie particolare a Claudia che ha accettato di rispondere alle nostre domande. Un grazie sentito, perché Claudia è l’esempio di come una passione sia tale quando richiede fatica. Ed è proprio questa fatica a portare grandi soddisfazioni e a riempire le nostre giornate!