di Valentina Testa

– Ecco che cosa è stata e come è stata, per alcuni di noi, l’esperienza di Sharing 2 quest’anno.

Sharing, S-H-A-R-I-N-G
S: sudore, quello sceso dalle nostre fronti per riuscire a far combaciare scuola, sport, impegni personali e scrittura di articoli, perché, in fondo, non è mai stato semplice.
H: handmano, quella che, anche se si sta combattendo l’uno contro l’altro, ci si sente di dare, perché siamo tutti sulla stessa barca.
A: ascoltare, che per noi adolescenti è difficilissimo, perché abbiamo tutti le nostre idee e siamo convinti che “chi fa da sé, fa per tre”.
R: resilienza, perché molti di noi sono partiti dal basso, in difficoltà, molti altri sono partiti dal podio, ma nessuno si è mai fermato. Ce l’abbiamo messa tutta e abbiamo messo tutti noi stessi.
I: imparare, perché, si sa, ogni avventura insegna qualcosa e ti cambia in qualche modo.
N: novità, perché per molti di noi è stata la prima volta che abbiamo intrapreso un’esperienza del genere e del tutto inaspettata, che non avremmo mai pensato di scegliere.
G: gioco, perché oltre al sudore, all’impegno e alla resilienza, ci siamo anche divertiti!

 

Non è solo alternanza

Sharing però non è solo questo e, soprattutto, non è una semplice esperienza di alternanza scuola-lavoro. Non è un “ci stai, dai”, ma è una vera “figata”, che ogni settimana mette alla prova te, le tue paure e il tuo modo di comportarti. Insegna, un po’ come tutte le esperienze, ma molto più della scuola: insegna come strutturare un articolo, come fare un’inchiesta, un’intervista, come postare articoli, video o foto sul web e insegna ad organizzarsi e, in fondo, anche a vivere.
È un impegno costante che ti fa crescere, che “se non uccide, fortifica”, che ti fa capire come purtroppo gira il mondo. Ti apre gli occhi sulla realtà e te li fa aprire anche se non vuoi, ti rende più maturo e meno influenzabile.
E sì, in fin dei conti, possiamo tutti dire che ne è valsa davvero la pena e che lo rifaremo altre mille volte, sempre nello stesso modo.