Di Riccardo Ciuffreda e Andrea Perrone

– Tra 60 ore morirà una donna, un’altra. Non sappiamo ancora bene dove e come, ma succederà. Sono le statistiche a confermare questa sentenza di morte.


Nel mondo, infatti, ogni due giorni e mezzo, in media, si verifica un femminicidio.
Questa volta la notizia che ci ha sconvolti arriva dall’India:
“Sedicenne stuprata dal branco e bruciata viva davanti ai genitori” (La Stampa)

La giovane sarebbe stata uccisa per vendetta: il gruppo non avrebbe infatti accettato una denuncia esposta dai genitori della ragazza.
Assurdo, giusto?

Eppure, purtroppo, spesso non ci accorgiamo di come tutto ciò possa accadere anche in Italia, ‘a casa nostra’.
I nomi Meredith Kercher o Simonetta Cesaroni sono ormai scolpiti nella testa di milioni di Italiani, ma i delitti non si limitano a questi due famosissimi casi, avvenendo ormai con una frequenza sconcertante.

Il numero di femminicidi in Italia nel 2017 ammonta a 114, strage alla quale vengono poi sommate le migliaia di violenze, fisiche e non, che si verificano quotidianamente.
Un numero altissimo, soprattutto se si considera il fatto che l’Italia, tra i Paesi civilizzati, sia uno degli Stati con il tasso di femminicidi più basso (circa 0.5 donne ogni 100.000, ben quattro volte inferiore a quello degli USA).

Avendo ben impressi questi dati nella mente, noi di Sharing Friday ci siamo chiesti se il femminicidio sia ancora oggi legato ad un’opinione comune sull’inferiorità della donna o se si tratti “semplicemente “ di atti di follia da parte di psicopatici.

Abbiamo dunque deciso di scendere nuovamente in campo per chiedere, come siamo soliti fare, il proprio punto di vista a varie categorie di persone, fossero esse giovani o adulti, maschi o femmine.

La principale questione sulla quale abbiamo deciso di porre enfasi è la personale opinione della gente per quanto concerne la posizione della donna nella società odierna: esiste parità fra i sessi o è tutto ancora improntato verso una dominazione maschile?
Come potrete immaginare, la maggior parte degli intervistati pensa, chi più e chi meno, che vi sia tuttora un divario abbastanza rilevante tra uomo e donna, sia esso riferito ad una posizione lavorativa, ad uno stipendio o più semplicemente ad una considerazione sociale .
“È una cosa da uomini, non puoi farla.”
Avró sentito questa frase almeno un milione di volte, evidenzia un’intervistata .
“Ci sono ambienti in cui la donna non è per nulla tutelata”, sottolinea un’altra signora.
Tuttavia, come capita in qualsiasi situazione, c’è anche chi la pensa diversamente. Sarebbe tutto troppo monotono e noioso, no?
Alcuni intervistati sostengono infatti che la differenza fra uomo e donna nella società si stia ad oggi lentamente assottigliando.
Come sicuramente saprete, è notizia degli ultimi giorni che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, stia ponderando l’idea, per la prima volta nella storia, di assegnare l’incarico di formare il governo ad una personalità femminile.
“Questa decisione andrebbe inevitabilmente a dimostrare come il ruolo della donna sia ormai quasi completamente alla pari di quello dell’uomo”, pensa un intervistato .

Ciò che ancora non convince è però quel “quasi”, che forse viene troppo spesso usato come giustificazione.
Come abbiamo potuto notare e riportare (d’altronde ce lo aspettavamo) vi sono molte opinioni contrastanti, vista anche la risonanza mediatica che il tema è solito suscitare.

Pensare che l’uomo e la donna siano allo stesso livello sociale sarebbe ad oggi ipocrita ed ingiusto, ma è sotto gli occhi di tutti il fatto che la società si stia impegnando a fondo per migliorare la situazione e compiere qualche passo in avanti.
Abusando della licenza poetica:
Un piccolo passo per la donna, un grande passo per l’umanità