Da oggi ritorna Sharing, riapre ufficialmente la stagione autunnale con un articolo al giorno che – in questa prima settimana – proverà a tracciare un bilancio dei temi e delle emozioni più discusse di questa estate 2017. Partiamo con questo articolo di Valentina.

– di Valentina Testa

Il 31 luglio scorso il Corriere della Sera – a seguito della morte per droga di una nostra coetanea di Chiavari –  ha pubblicato un articolo di Antonio Polito al quale Elisa Pomata ha risposto pochi giorni dopo esprimendo la propria opinione. Che cosa è rimasto di quel dibattito che ha accalorato tanto i social, ma poi – come sempre – è finito nel dimenticatoio?
“La nostra cultura ha preso ad accettare come normale la voglia dei giovani di ‘sballare’ di tanto in tanto”, queste alcune parole dell’articolo pubblicato da Polito, ma è davvero così? Forse sono io quella all’antica in questo mondo che ogni giorno mi stupisce sempre di più, ma credo e, sopratutto, spero di non essere l’unica. A parere mio “sballarsi” non è normale, non è come svegliarsi alla mattina, mangiare o bere, è un bisogno non naturale e non necessario come direbbe Epicuro. È un bisogno da rimuovere, non da appagare. E poi, realmente, che cosa significa “sballarsi”? Volersi divertire a tal punto da “dimenticare”, ma dimenticare qualcosa che fa stare male o dimenticare semplicemente la serata, ritrovandosi poi la mattina successiva in uno stato pietoso attaccati al water oppure in un letto di ospedale – sì, può succedere anche questo – per sentirsi poi peggio di prima sia psicologicamente che fisicamente? Se devo proprio essere sincera, “sballarsi” non mi sembra che sia la soluzione che risolve i problemi, nei famosi “momenti no” che tutti i ragazzi hanno mi sembra una delle scelte peggiori che si possano fare. Lo sballo non porta a niente di buono, molto spesso porta alla morte.
Non vedi l’ora di divertirti, di passare una bella serata con i tuoi amici e anche con un po’ di trasgressione – non troppa però -, hai bisogno di sfogarti perché qualcosa durante il giorno è andato storto? Fallo, fallo davvero perché è gratificante, ma non esagerare, perché fai male a te stesso e soprattutto a chi ti sta intorno ed è impossibile che non ci sia nessuno, anche se a te sembra così. Ridi fino a piangere oppure piangi fino a ridere, sfogati, urla, balla, vai a fare bungee jumping se proprio vuoi, ma non rovinare la tua vita con lo “sballo” di una serata soltanto perché hai o hai avuto una giornata, un periodo o un anno “no”. La tua vita non è “no” e vale sicuramente molto di più di una serata passata a “sballarsi” con gli amici. Che poi, sono amici veramente se, invece di aiutarti a stare meglio, ti distruggono la vita?