di Matilde Passerini

– Olimpia è una ragazza, da poco maggiorenne, che lo scorso luglio insieme a sua madre Mariella ha vinto una importante battaglia: una sentenza del tribunale le ha consentito di cambiare i suoi dati anagrafici senza l’obbligo di sottoporsi all’intervento chirurgico per cambiare sesso. È una sentenza storica, il secondo caso in Italia per una minorenne. Olimpia fin da piccolissima si è sentita una bambina, attratta da giochi e abiti femminili: crescendo questo le ha creato sempre più problemi e l’ha fatta sentire in gabbia. Quando è stata certa di essere nata nel corpo sbagliato, all’inizio per paura ha tentato di reprimere il suo vero io ma poi ha deciso che era più importante stare bene del giudizio degli altri. Questo importante cammino Olimpia lo ha fatto insieme a sua mamma, che con grande coraggio ha aiutato la figlia a difendersi dalle discriminazioni e ha lottato perché venisse riconosciuta la sua vera natura. Nelle interviste mamma Mariella racconta le sofferenze della figlia: prese in giro, ingiurie, subite soprattutto a scuola che era diventata per Olimpia fonte di ansia continua, al punto che voleva smettere di andarci. Molti adolescenti che si trovano in questa situazione infatti abbandonano la scuola, hanno maggiori difficoltà a trovare lavoro e sono più soggetti alla depressione e addirittura al suicidio: per fortuna in questo caso la mamma di Olimpia ha accettato completamente la figlia e con grande intelligenza l’ha sostenuta fino a quando è diventata abbastanza forte da sapere chi era veramente. Molti criticano Mariella, ma lei risponde che “la diversità esiste e non toglie niente a nessuno, ma è fonte di arricchimento”, un insegnamento molto utile nella società di oggi. La vittoria di questa ragazza è importante anche perché non è solo un fatto privato ma un concreto aiuto ad altri ragazzi e altre famiglie che vivono o vivranno gli stessi problemi. Inoltre, al di là del tema dell’identità sessuale, colpisce la grande maturità di Olimpia nel cercare solo la propria felicità, senza più far caso a quello che gli altri si aspettano da lei: forse molti tra noi adolescenti, spesso schiavi dei like ricevuti sui nostri social, non sono ancora in grado di fare altrettanto. Conoscere davvero noi stessi e i nostri desideri e accettarsi fino in fondo, nel rispetto di tutti ma senza farsi condizionare da nessuno: questa storia ci insegna che questo è il vero obiettivo.