di Gaia Bruno –

Un argomento lasciato spesso in sospeso dai media è quello delle adozioni e dell’utero in affitto, ma poche persone sanno realmente di cosa si parla e riescono quindi a portare giudizi ponderati a riguardo.

Se non si ha la possibilità di avere un figlio biologico, è consigliata come prima opzione quella dell’adozione che può però rivelarsi più complicata del previsto. Per ottenere l’affidamento è necessario possedere qualità specifiche, che vanno dalla differenza di età con l’adottato, al minimo di 3 anni di matrimonio o, se questo è stato contratto recentemente, devono essere presenti 3 anni di convivenza; non sono ancora autorizzato genitori single o conviventi.

Anche dopo essere stati esaminati secondo le richieste minime, gli aspiranti genitori verranno convocati per alcuni incontri con assistenti sociali, i quali daranno, poi, l’autorizzazione a cominciare l’affidamento preadottivo, della durata massima di 12 mesi. Se la richiesta di adozione è internazionale, verrà contattato un ente autorizzato, che provvederà a degli incontri conoscitivi nel paese originario del bambino e si occuperà dei documenti per l’espatrio.

Se si decide di usare la tecnica della maternità surrogata, è consigliabile rivolgersi ad una grande agenzia, senza dubbi di legalità, che non si occuperà solo della parte medica, ma anche di quella legale, fornendo avvocati preparati in materia. Sono per ora 7+1 i paesi che aderiscono alle gravidanze surrogate: USA, Russia, Grecia, Ucraina, Georgia, Kazakistan, Canada e il Regno Unito solo per quanto riguarda i residenti nel paese. A differenza di quello che si è portati a pensare, gli Stati Uniti non detengono il monopolio di queste attività, anzi paesi come la Russia e la Grecia, dove stanno aumentando le richieste, sono al loro pari, se non migliori, non solo in quanto al prezzo; le aziende che se ne occupano in maniera legale e trasparente ci tengono a mantenere e salvaguardare le madri e i loro diritti, aderendo totalmente anche alle nuove norme sul trattamento dei dati sensibili. Molte società offrono, inoltre, un servizio gratuito di supporto psicologico che può variare fino ai 4 anni.

L’adozione, quindi, è il metodo più utilizzato e sicuro, legalmente parlando, che rilascia l’autorizzazione a procedere con l’adottamento solo dopo svariati accertamenti su famiglia, stabilità economica e personalità, accoppiando genitori e figli. È anche agevole, in quanto legalizzata in ogni paese, sapendo che spesso, purtroppo, le documentazione e la burocrazia riguardo a questi casi possono allungare i tempi anche di molti anni. Teniamo anche conto del fatto che le famiglie arcobaleno stanno ancora oggi cercando di averne diritto nella maggior parte dei paesi, così da poter diventare un nucleo famigliare completo.

L’utero in affitto è un metodo sicuramente più pericoloso, anche prendendo molte precauzioni e affidandosi alle migliori agenzie. Molti paesi non accettano questa pratica, per cui spesso si deve passare per vie legali, che, senza precedenti o leggi a favore, possono essere, economicamente e non, molto ingenti.

Poter avere una famiglia è un diritto comune, ma bisogna ricordarsi che non ci autorizza a ferire, in qualunque modo, o mettere a rischio la salute e la felicità di altri.

Per saperne di più, ecco alcune pagine che ho trovato interessanti sulla maternità surrogata e su come adottare un bambino in Italia.

 

Infografia riassuntiva di Youssef Radah.