di Silvia Curumi

– In quanti si chiedono a che punto arriverà la tecnologia?
Facciamo un salto nel passato e vediamo come si rispondevano alcuni competenti nel campo tecnologico. Facciamo un salto, più precisamente, nel 1995, anno in cui Steve Jobs, fondatore dell’azienda di Cupertino, parla con freschezza della sua vita, dei suoi rapporti con la Microsoft e di come vede il futuro.

 

Cosa è più importante nella scelta di un prodotto?
Colui che lo intervista è Bob Cringely, che dà inizio all’intervista chiedendogli cosa conti di più per lui nello sviluppo di un prodotto.
Jobs risponde così: “Molti pensano che l’idea costituisca il 90% del prodotto e che basti dire alle persone “Questa è l’idea” per far sì che essa si realizzi. Il problema è che ci vuole una quantità immensa di manodopera per trarre un gran prodotto da una grande idea.
Ci sono delle cose che gli elettroni non riescono a fare, ci sono cose che la plastica, il vetro e i robots non riescono a fare. E quando decidi di progettare un prodotto bisogna avere in mente 5000 cose diverse. Poi devi metterle insieme, combinarle in modo sempre diverso per ottenere quello che vuoi. E ogni giorno scopri sempre qualcosa di nuovo, un nuovo problema o una opportunità che ti porta verso un risultato diverso. L’aspetto magico è il processo.
È importante avere una squadra di persone che lavora su qualcosa che li appassiona. Tutto sta nella squadra. In un gruppo di persone con talento, che discutono, si scontrano, litigano. Lavorando insieme si perfezionano e il risultato sono delle splendite pietre levigate.”
Dunque, un buon prodotto non è qualcosa che può fare un singolo individuo: Steve Jobs viene visto come un leader, ma il Mac nasce da un lavoro di squadra. Ha costruito gran parte del suo successo assumendo persone davvero dotate e di straordinario talento.

 

Come sarà la tecnologia tra dieci anni?
A questo punto Cringely pone a Jobs una domanda inerente al futuro. Gli chiede come vede la tecnologia, che sta sviluppando, tra dieci anni.
Il fondatore della Apple risponde in questo modo: “Io credo molto in Internet. Tra le novità più stimolanti del mondo dell’informatica c’è sicuramente il web, cosa incredibilmente interessante. Con il web, il computer non sarà solo uno strumento di calcolo ma anche un mezzo di comunicazione. Credo che il web trasformerà radicalmente la nostra società. E’ un canale di comunicazione a misura di utente e su Internet l’azienda più piccola del mondo avrà la stessa visibilità di quella più grande.
Perciò tra una decina di anni credo che il Web sarà la tecnologia più influente, sarà la svolta sociale dell’informatica. Avrà un impatto enorme e darà vita ad una nuova generazione di personal computer. L’impatto sarà enorme perchè aprirà nuovi orizzonti anche nel settore del software.”

Jobs aveva perfettamente ragione: Internet, attualmente, ha un fortissimo impatto sulla società e molto probabilmente la maggior parte del mondo non riuscirebbe a farne a meno, Internet è una delle maggiori fonti di informazioni ed è anche una delle vie più veloci ed efficaci di comunicazione.

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