di Veronica Rabbi –
Dopo una lunga settimana che sembrava destinata a non finire mai, siamo finalmente giunti al nostro giorno, il venerdì.
Le prove invalsi, test che dovrebbero valutare le competenze in italiano e in matematica, anche quest’anno sono diventate il centro di diverse polemiche, a causa di errori del MIUR e di domande troppo premature per ragazzini di dieci anni.
Nel 2018, è normale cercare di introdurre un ragazzino di 10 anni già nel mondo del lavoro?

La maggior parte degli intervistati, fra ragazzi ed adulti, si è dimostrata contraria, affermando che i ragazzini di dieci anni siano molto lontani dal mondo del lavoro e che abbiano il diritto, o quasi l’obbligo, di sognare e di giocare.
Da questa notizia abbiamo deciso di trattare di un argomento che da anni è in mezzo a opinioni, dibattiti e controversie: il lavoro.

 

“Penso che ci siano maggiori possibilità di lavoro all’estero. In Italia ci sono poche offerte lavorative“. Così afferma Laura, ragazza che  elogia grandemente il mondo lavorativo “non italiano”.
La maggioranza dei ragazzi, infatti, forse condizionati da un’ossessione per l’estero, tendono ad avere quest’opinione la maggior parte delle volte.
Di diverso avviso sono gli adulti, che avendo una visione più radicale e patriottica, hanno cercato di difendere l’Italia, illustrandone i lati positivi.

Secondo esperti e statistiche, le pecche maggiori del mercato del lavoro in Italia sono, oltre alle difficoltà nel trovare un’occupazione, il basso livello di retribuzione e le scarse possibilità di crescita professionale.
A partire dal 1º gennaio è entrato in vigore il nuovo pacchetto di incentivi che serviranno ad agevolare l’occupazione giovanile attraverso l’erogazione di aiuti per le aziende che assumono.
Le nuove misure a sostegno delle assunzioni per i giovani introducono alcune interessanti novità rispetto a quelle in vigore dall’anno precedente, che potranno creare ben 300.000 opportunità di impiego.
Certamente si tratta di un ottima opportunità per la nostra generazione che preferisce non stravolgere la propria vita, rimanendo a lavorare nel loro paese natale.

“L’Italia è un paese stupendo con una molteplicità di risorse e ricchezze che andrebbero utilizzate al meglio” afferma Daniela, una ragazza che elogia il proprio paese.
Un sondaggio afferma che il 40% dei ragazzi che parte per iniziare a lavorare all’estero, si accorge di non aver valutato con maggiore attenzione l’infinità di offerte che il nostro paese ci offre.
La disoccupazione giovanile, dopo aver raggiunto picchi quasi tragici, è destinata a scendere.
Non dovrebbe essere un diritto avere la possibilità di lavorare nella nostra Italia?

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Il nostro prossimo appuntamento, venerdì prossimo! Non mancate!

A venerdì prossimo! #fridayfever

 

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